Software, copyright, licenze e distribuzione

Software Libero e Open Source

Le licenze, la diffusione, la distribuzione e la commercializzazione del software e i principi che le regolano

In informatica, open source non significa gratis ma è un termine inglese che significa codice sorgente aperto. Indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l’applicazione di apposite licenze d’uso. L’open source ha tratto grande beneficio da Internet, perché esso permette a programmatori geograficamente distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto. I software open source attualmente più diffusi sono Firefox, VLC, Gimp, 7- Zip, oltre ad un gran numero di progetti rivolti non all’utente finale ma ad altri programmatori. Sono inoltre degne di nota le famiglie di sistemi operativi BSD, GNU, Android e il kernel Linux i cui autori e fautori hanno contribuito in modo fondamentale alla nascita del movimento. La comunità open source è molto attiva, comprende decine di migliaia di progetti, numero tendenzialmente in crescita.
Alla filosofia del movimento open source si ispira il movimento open content (contenuti aperti): in questo caso ad essere liberamente disponibile non è il codice sorgente di un software ma contenuti editoriali quali testi, immagini, video e musica. Wikipedia è un chiaro esempio dei frutti di questo movimento. Attualmente l’open source tende ad assumere rilievo filosofico, consistendo di una nuova concezione della vita, aperta e refrattaria ad ogni oscurantismo, che l’open source si propone di superare mediante la condivisione della conoscenza.

Software, copyright, licenze e distribuzione

Il software è legalmente equiparato alle opere d’ingegno, che ricadono sotto la normativa del diritto d’autore, di proprietà dell’autore o, a seconda dei casi, del suo datore di lavoro; per questo motivo quando si acquista un programma non se ne ottiene la proprietà ma solo la possibilità di utilizzarlo secondo quanto previsto dalla legge relativa e dalla licenza: un contratto tra il titolare dei diritti sul software e l’utente che stabilisce diritti e doveri di entrambe le parti. Categorie di licenze Dal punto di vista della licenza e delle libertà che essa garantisce il software si divide in numerose categorie; in questa sezione si descrivono le più importanti. Il Software Libero è quel software la cui licenza soddisfa le condizioni di libertà richieste dalla Free Software Foundation, ovvero:

1. la libertà di utilizzare il programma, per qualunque scopo, 2. la libertà di studiarne il funzionamento e di adattarlo ai propri bisogni, 3. la libertà di ridistribuirne copie, in modo tale da poter aiutare il tuo prossimo, 4. la libertà di migliorare il programma e di distribuire tali migliorie al pubblico, in modo tale che l’intera comunità ne tragga beneficio.

La disponibilità del codice sorgente è considerata prerequisito per la seconda e la quarta libertà.

Categorie di distribuzione

È importante notare come il metodo di distribuzione sia in generale indipendente dalle libertà offerte dalla licenza; in particolare queste sono le modalità più diffuse.

Il Software commerciale è quel software che viene venduto, in qualunque modo ciò avvenga. Esempi di software commerciale sono i sistemi operativi di una nota software house detentrice di monopolio, ma lo è anche la maggior parte delle distribuzioni Linux e lo stesso EMACS, il primo programma esplicitamente dichiarato come libero è stato venduto dal suo autore Stallman e ora viene venduto dalla Free Software Foundation.

Il termine Shareware Indica un tipo di distribuzione per la quale un programma può essere distribuito da chiunque (talvolta senza scopi di lucro), ma per utilizzarlo oltre un periodo di prova è necessario pagare una quota di registrazione. Varianti di questo modello si hanno quando tale quota di registrazione è minima o non consiste in denaro; ad esempio postcardware richiede l’invio di una cartolina, buckware il pagamento di un dollaro (in americano colloquiale “buck”), charityware un’offerta ad un’associazione benefica, eccetera. Questo modello di distribuzione viene usato frequentemente per programmi proprietari, mentre per il software libero è comune una variante per la quale viene richiesto a coloro che apprezzano il programma di effettuare una donazione libera agli autori (o al progetto).

Il Software Libero e l’Open Source

Si dice Software Libero quel software la cui licenza soddisfa i requisiti di libertà Libero stabiliti nella Free Software Definition della Free Software Foundation, mentre si dice Software Open Source quello la cui licenza soddisfa i criteri stabiliti nell’Open Source definition della Open Source Initiative; tra le due definizioni ci sono delle differenze, ma non sostanziali, per cui in pratica la maggior parte delle licenze che soddisfano i requisiti dell’una soddisfano anche quelli dell’altra, tuttavia ciò che distingue nettamente le due definizioni sono il motivo per cui sono state scritte e gli scopi che si prefiggono. La definizione della FSF è in un contesto nel quale si vuole porre l’attenzione sulla libertà più che sugli aspetti pratici (ad esempio la definizione non richiede esplicitamente la disponibilità del codice sorgente, se non come prerequisito per alcune libertà); l’OSD è nata invece in una fase di coinvolgimento delle realtà aziendali nel mondo del software libero e contiene tutti quei dettagli necessari ad evitare scappatoie legali da parte di aziende in cattiva fede. I sostenitori della dizione “Software Libero” affermano che il termine “Open Source” sia da evitare, in quanto pone troppa importanza alla questione pratica della disponibilità dei sorgenti e trascura la questione, fondamentale ma scomoda, della libertà; per contro i sostenitori del termine “Open Source” ribattono che il termine “Free Software” è troppo ambiguo, a causa del doppio significato della parola free, (in inglese sia “libero” che “gratuito”) sicuramente non gradito a coloro che sviluppano software per vivere. In questa dispensa i due termini verranno usati più o meno indistintamente, con la prevalenza di “Open Source” quando si trattano argomenti “pratici” e di “Software Libero” altrimenti.

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