Noduli tiroidei benigni

Negli ultimi anni si è osservato un aumento nell’individuazione di noduli tiroidei. Questo fenomeno è in gran parte legato all’utilizzo ormai routinario della diagnostica ecografica nella pratica clinica. Solo una piccola percentuale di noduli tiroidei risulta maligna, siano essi palpabili o non palpabili. L’esame citologico su agoaspirato tiroideo (FNAc) riveste un ruolo centrale nello stabilirne la natura. Esclusa la presenza di lesioni tumorali maligne, che richiedono sempre un trattamento chirurgico, possono essere utilizzate diverse opzioni per la terapia del nodulo tiroideo. Esse includono la semplice sorveglianza, la supplementazione di iodio, la terapia soppressiva con levotiroxina, il trattamento con radioiodio, l’alcolizzazione (iniezione percutanea di etanolo) e la laserterapia.
Al medico spetta la decisione in merito al trattamento da intraprendere, in base all’obiettivo clinico e ad un’attenta analisi costo-beneficio.

Negli ultimi anni numerosi studi epidemiologici hanno documentato un aumento significativo del riscontro di noduli tiroidei nella popolazione generale. Tale fenomeno è riconducibile al crescente utilizzo della ecografia, divenuta oramai parte integrante dell’esame obiettivo, sia per lo studio della ghian- dola tiroidea, sia per la valutazione delle altre strutture del collo (vasi epiaortici, linfonodi, ghiandole salivari, paratiroidi).

Pertanto è sempre più frequente il riscontro di noduli clinicamente silenti, non palpabili, del diametro inferiore a 10-15 mm, denominati, per questo motivo, “incidentalomi” tiroidei5. Parallelamente si è assistito negli ultimi anni anche ad un aumento dell’incidenza di carcinomi della tiroide5,6. Il riscontro di un nodulo tiroideo è divenuto una fonte di preoccupazione per il paziente e rappresenta un problema di gestione clinica per il medico.

In particolare, il clinico si trova di fronte a tre problematiche distinte:

1. Stabilire l’approccio diagnostico utile al fine di individuare quel raro nu- mero di casi portatori di noduli tiroidei maligni.

2. Scegliere il miglior trattamento per i noduli tiroidei diagnosticati co- me benigni, che rappresentano la maggioranza dei noduli tiroidei.

3. Tener conto dei costi sanitari legati alla gestione di una patologia frequente, che richiede un follow-up di lunga durata.

Numerosa documentazione scientifica, recepita nella formulazione delle linee guida internazionali, ha delineato l’iter diagnostico più appropriato per il nodulo tiroideo e definito il razionale e le principali indicazioni delle diverse opzioni terapeutiche.

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