PVC: cosa significa?

PVCpivvuččì⟩ sostantivo maschile.
Sigla dell’inglese Poly Vinyl Chloride con cui viene comunem. indicata la materia plastica a base di cloruro di polivinile (vedi polivinile).

Polivinile sostantivo maschile [comp. di poli– e vinile].

– In chimica organica, prodotto di polimerizzazione del vinile; più specificamente, denominazione dei prodotti di polimerizzazione dei composti chimici contenenti il radicale vinilico: cloruro di vinile, alcole vinilico, acetato di vinile, ecc. Acetale di polivinile, nome generico di polimeri ottenuti dall’alcole polivinilico per trattamento con un’aldeide in presenza di acido solforico come disidratante, e che più precisamente si denominano acetale, butirrale, formale di polivinile a secondo che l’aldeide usata sia l’acetica, la butirrica, la fòrmica; gli impieghi più importanti di questi polimeri si hanno nella preparazione di smalti e vernici, nell’impermeabilizzazione di tessuti, e come adesivi. Acetato di polivinile, polimero lineare dell’acetato di vinile, solido incolore, ininfiammabile, il quale forma con numerosi solventi organici soluzioni che, per evaporazione del solvente, lasciano pellicole sottili, elastiche, stabili; è largamente usato nell’industria delle vernici, delle pitture murali, degli adesivi, degli inchiostri, della carta, dei conglomerati.

Cloruro di polivinile, una delle materie plastiche più studiate e preparate, comunemente indicata con la sigla PVC, ottenuta per polimerizzazione del cloruro di vinile in blocco o in soluzione, ma più spesso in emulsione o in sospensione, e avente proprietà e caratteristiche leggermente diverse a seconda dei sistemi usati; viene poi lavorata, spesso in mescola con stabilizzanti, plastificanti, materiali di carica, pigmenti, a seconda dei casi, per estrusione, per calandratura, per stampaggio, per iniezione, e usata per rivestire di un sottile strato carta e tessuti, per il rivestimento di conduttori ed elementi diversi in elettrotecnica, nella preparazione di tubi, di lastre, di valvole, di raccordi, di parti di manufatti p.e. giochi gonfiabili (facilmente saldabili a caldo le une alle altre), nella costruzione di parti di autoveicoli, di giocattoli e dei più svariati oggetti di uso comune.

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Cerimonia: cosa significa?

Cerimònia (ant. ceremònia, ant. o pop. cirimònia) sostantivo femminile (dal latino caerimonia, caeremonia «venerazione, culto, pratica religiosa», voce di origine sconosciuta, forse etrusca; il sign. di «complimenti, convenevoli» viene dallo spagnonolo ceremonia.

1. a. Gesto o complesso di gesti rituali che accompagnano il culto religioso o una solennità che ha carattere religioso: lacerimonia della messa; celebrare la cerimonia nuziale; assistere a unacerimonia funebre. b. estens. Solenne celebrazione pubblica, anche in forma meramente civile, di un avvenimento o di una ricorrenza:cerimoniw militari, scolastiche, accademiche; la cerimonia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario; la c. del giuramento delle reclute; lacerimonia della consegna delle medaglie al valore; maestro di (o delle) cerimonie, il cerimoniere; abito di (o da) cerimonia, nome generico degli abiti maschili o femminili che s’indossano in circostanze ufficiali particolarmente formali.

2. Al plurale, dimostrazioni di onore e di rispetto verso altre persone; convenevoli, complimenti, soprattutto quando sono esagerati e puramente esteriori: quante cerimonie!; lasciamo da parte le cerimonie; senza cerimonie, senza fare cerimonie, alla buona, familiarmente; senza tante cerimonie, in modo brusco, senza tanti preamboli; fare cerimonie, fare complimenti, rifiutare con sostenuta cortesia un’offerta, un’attenzione e sim.; avanti, non fate cerimonie, a chi esita nell’accettare qualche cosa; stare sulle c., osservare i convenevoli e pretendere che altri li osservi nei proprî riguardi. Anche al sing., in frasi come dire, fare, invitare per c., per solo atto di cortesia, per pura formalità; un lusingare senza promettere, un minacciare in cerimonia (Manzoni), con fare cerimonioso.

◆ Peggiorativo, non comune, cerimoniàccia.

Vedi anche Cerimoniale.

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