Storie di Brand: Brandani

Brandani Gift Group è un brand legato ad un’impresa dalla grande tradizione nella quale l’esperienza, l’attenzione costante alle nuove tendenze, il desing, la capillare conoscenza del settore merceologico, hanno dato vita ad una gamma diversificata di prodotti da regalo, articoli da regalo, prodtti per la casa, all’insegna della raffinatezza e dell’innovazione.

brandani

L’Italian Style di Brandani è riconoscibile in tutto il catalogo, deriva dal profondo attaccamento alla terra toscana ed è apprezzato da una clientela d’élite in tutto il mondo.

L’azienda dispone di un sito web aggiornato e di facile consultazione, offre anche una meticolosa assistenza al consumatore finale, a maggiore garanzia di un prodotto e di un servizio sempre puntuale ed ineccepibile.

Il nuovo catalogo della Brandani trasmette energia, comunica la determinazione del gruppo nell’adattarsi ai cambiamenti del mercato, proponendo linee che non solo riflettono le nuove tendenze, ma le anticipano con prodotti concepiti per sintetizzare estetica e funzionalità. Sia nella prima fase di ricerca e design che nella gestione del magazzino, la tendenza è sempre quella di raggiungere il massimo.

Brandani ecocompatibile

con oltre 2500 pannelli fotovoltaici sulle coperture dello stabilimento Brandani si dimostra un’azienda dal motore verde, resa dal punto di vista energetico autonoma da pannelli fotovoltaici installati sulle proprie coperture. Sono infatti 2562 i pannelli solari utilizzati su una superficie di 2000 mq. Una scelta ecologica che ha permesso il risparmio di 160000 kg di CO2 annui e che si è sposata ala perfezione con una serie di iniziative a scopo benefico incentrate nella valorizzazione delle realtà di assistenza territoriali.

Brandani per il Sociale

BRANDANI GIFT GROUP “CAMPIONE D’ITALIA” CON LA COMPAGNIA ARCIERI CITTA’ DI PESCIA

E’ festa tricolore per BRANDANI gift group e per la Compagnia Arcieri Cittò di Pescia. Il sodalizio sportivo cittadino ha vinto il suo 73° titolo nazionale, conquistandolo nel contesto riservato alle società. Una grande soddisfazione per il connubio pesciatino, grazie all’obiettivo raggiunto dalla squadra maschile formata da Federico Gargari e Ruggero Giannelli, in gara con l’arco olimpico, Alessandro Giannini e Massimiliano Pacini con il nudo, Gregorio Cirillo e Marco Del Ministro nel confronto “compound”.

Storie di Brand: Thun

Thun è un marchio italiano che produce articoli da regalo, oggetti da collezione, articoli da decoro interni e idee regalo.

Come è nata la Thun?

Nel 1950 a Bolzano, una coppia di giovani sposi,l a contessa Lene Thun e il conte Otmar cominciano a realizzare il loro grande sogno: nello scantinato di Castel Klebestein danno vita alle Officine Ceramiche THUN.

I conti Thun, affiancati da soli assistenti, si mettono all’opera con grande impegno, entusiasmo ed energia. Lo slogan da loro coniato a quei tempi è tuttora il “Leitmotiv” che accompagna l’azienda:

“In un paese tra il Nord e il Sud all’incontro tra due culture, attingendo dalla tradizione ma rivolti verso il nuovo, lavoriamo per portare gioia a noi e agli altri.”

Il primo Angelo Thun

Lene Thun ispirandosi al volto dei suoi figli mentre dormivano realizza la sua opera prima, l’Angelo Originale di Bolzano.
Una creazione quasi magica, che fa innamorare chi la vede. Il successo è incredibile, sostenuto da un affettuoso passaparola.

Passano gli anni e le creazioni della contessa Lene Thun conquistano un numero sempre più grande di cuori e le schiere appassionati crescono a dismisura . Una crescita straordinaria dalla quale nasce – nel 1992 – la nuova sede Thun di via Galvani.

thun online

Nel 1998 il numero dei fan di THUN è così alto da convincere Lene ed il figlio Peter a fondare il THUN CLUB. Da allora gli amici di THUN hanno un punto di riferimento che regala loro ogni anno novità sempre più sorprendenti.

Il Mondo THUN diviene ogni giorno più vasto e si serve un luogo che ne sia il cuore pulsante: così, nel 2002, vede la luce il THUNIVERSUM a Bolzano, progettato da Matteo Thun.

Nel 2004, un altro avvenimento importantissimo: apre infatti il primo THUN SHOP, dedicato alle sole creazioni THUN. Non rimane però solo a lungo: oggi i THUN SHOP sono oltre 200 e grazie a loro i fan THUN possono vivere anche nel resto d’Italia parte della magica atmosfera del THUNIVERSUM.

Lo stile Thun

Lo stile THUN è caratterizzato da creazioni senza tempo che, da oltre 60 anni, donano felicità arricchendo le case e la vita delle persone con simboli d’amore e di buoni pensieri. Uno stile unico che conserva il suo significato originario ma che si evolve in linee sempre nuove ora più leggere, ora più artistiche. Oggi le linee THUN avvicinano a quelli tradizionali, anche nuovi bellissimi colori, che creano soluzioni armoniose in linea con le tendenze dell’abitare e del vivere moderno.

Ma THUN è molto più di questo! Le nostre creazioni non sono soltanto prodotti, ma rappresentano un vero e proprio atteggiamento di positività nei confronti del mondo. Da questo atteggiamento, derivano anche le iniziative sociali ed il sostegno dell’arte.

 

L’inaccessibilità del bello

Il bello, come concetto e come inacessibilità.

Già dall’unificazione emerge un distacco fra il nord e il sud d’Italia, e specialmente fra i poveri e i ricchi. In questo periodo, le città più importanti e sviluppate sono concentrate nel nord del paese, mentre il sud d’Italia, assoggettato a potenze straniere fino all’unificazione del 1861, non è ancora culturalmente ed economicamente integrato nella nuova nazione. D’altronde, questa disparità tra ricchi e poveri non si riscontra soltanto al sud. Come si vede in Le Avventure di Pinocchio, che si svolge in un villaggio toscano, esistono anche lì l’analfabetismo e l’estrema povertà. Tramite la storia di un burattino di legno che vuole diventare un bambino vero si vedono le condizioni di vita dei contadini italiani durante il periodo risorgimentale, mentre i rari istanti in cui appare qualche segno di ricchezza sono presentati da Collodi come poco affidabili. In questo racconto, la ricchezza degli abiti rappresenta o sogni irrealizzabili o personaggi imbroglioni, come l’omino che finisce per vendere i ragazzi trasformati in asini, per la loro pelle. Per la maggior parte del tempo, la gente appare in un modo congruente alla loro povertà, mostrando così quanto difficili fossero le loro condizioni di vita. La storia del burattino Pinocchio si concentra sul giocattolo magico che deve imparare ad essere bravo per diventare un ragazzo vero. Ma a parte l’ambito fantastico che avvolge il romanzo, si nota la critica di Carlo Collodi alla società crudele e dura dell’Italia ottocentesca. Siccome Le Avventure di Pinocchio è ambientato in una società povera, gli abiti appaiono soprattutto come una necessità per sopravvivere in questo duro mondo, di cui il burattino e il suo babbo, Geppetto, rappresentano la classe sociale più bassa. Il fatto che Pinocchio sia caratterizzato come un potenziale bambino è un altro elemento utile a comprendere le dinamiche sociali del periodo e le implicazioni del ruolo dell’abbigliamento negli strati più poveri della popolazione. I bambini cominciano ad apparire nei testi di questo periodo, che affrontano le loro condizioni reali (come classe inferiore della società) e cercano di migliorarne le condizioni presentandoli come futuri soggetti della nuova nazione italiana. In questo periodo i bambini erano ancora trattati come piccoli uomini, cioè facevano gli stessi lavori degli adulti, perfino quelli più pesanti. Dato il ruolo principale dell’infanzia come forza lavoro negli ambienti poveri è interessante esaminare la visione dell’abbigliamento dal loro punto di vista, rappresentato da Pinocchio stesso. Si percepisce ad esempio il ruolo dell’abbigliamento nel romanzo nella scena in cui Geppetto torna dalla prigione e il burattino decide di andare a scuola.

abbigliamento donna
abbigliamento donna

Il bel vestito è richiesto solo quando si presenta la necessità di apparire secondo le aspettative di precise pratiche sociali. E’ anche interessante notare quanto felice il bambino diventi grazie a questi “vestiti” di carta, che lo fanno anche immediatamente sentire più maturo. Ma in questo caso Geppetto agisce, come il Grillo parlante, da coscienza morale del burattino, avvisandolo che non è la bellezza esteriore che rende qualcuno migliore ma l’ordine o la pulizia. Eppure Pinocchio non abbandona il desiderio di migliorare la sua apparenza tramite un miglioramento dell’abbigliamento. Questo è il suo modo di elevarsi all’interno e al di sopra della sua classe, quindi di distinguersi socialmente secondo l’idea di “distinzione” proposta da Pierre Bourdieu.

Le uniche volte in cui l’abbigliamento diventa qualcosa di desiderabile o speciale sono quelle situazioni del romanzo in cui emerge una mancanza, vista dalle riflessioni di un bambino che diventa portavoce delle aspirazioni di un’intera classe sociale adottando il discorso sugli abiti come veicolo per richiamare l’attenzione alle disparità economiche tra i vari ceti. Si vede una continuazione di questa percezione unica degli abiti tramite gli occhi e le narrazioni dei bambini in Cuore di De Amicis, in cui il narratore Enrico descrive le esperienza di un suo intero anno scolastico a Torino. Essendo Enrico al contempo il narratore e il membro di un gruppo dei ragazzi che si trovano al centro della storia del romanzo, è interessante notare che il protagonista è sempre molto statico cioè è più un osservatore che un’importante parte della trama. A paragone di Pinocchio, lui non è al livello sociale più basso, vedendo che lui e i suoi compagni di classe vengano da tutti i diversi cerchi della società. Grazie al suo ruolo di osservatore ci mostra come le varie persone erano percepite nella società italiana post-unitaria. In questo modo, De Amicis costruisce l’identità dei personaggi tramite le descrizioni ricche di dettagli esteriori, compreso il modo in cui sono vestiti. La cosa ancora più significativa è quanto siano usati i vestiti per rendere un’immagine dei vari personaggi, non solo i ragazzi stessi ma anche tutti gli adulti che appaiono nella storia. Ad esempio, nella sezione intitolata “Ottobre” Enrico ci presenta i vari maestri della scuola.

In questa scena si vede come i vestiti servano da dettaglio per sottolineare il distacco economico dei professori della scuola di Enrico. Siccome la maggior parte della gente italiana viveva in contesti in cui essere istruito o almeno alfabetizzato non era ancora visto come necessario, la scuola non era così lodata come oggi. Per questa gente i bambini erano visti come creature capaci di aiutare le famiglie nelle loro necessità immediate, come vediamo nel romanzo di De Amicis tramite personaggi come Stardi che, anche se si trova in una famiglia povera con un padre alcolizzato, supera la sua difficolta grazie all’enorme impegno nello studio che lo porta a diventare uno dei migliori della classe a fine anno. E gli stessi maestri vivevano in condizioni modeste e dovevano sacrificarsi per il bene superiore dell’educazione della nuova generazione italiana.

Storie di Brand: Bionatura

BioNatura – design Made in Italy

BioNatura Shoes è un brand esclusivamente italiano che porta avanti con orgoglio il made in Italy. I prodotti Bionatura sono caratterizzati da materiali di prima qualità, design all’avanguardia e con un rapporto qualità prezzo molto conveniente.

bionatura

I prodotti BioNatura sono prodotti completamente ed assemblati in Italia da collaboratori con grande esperienza ed altamente qualificati nella produzione di scarpe, sandali e calzature.

bionatura

Bionatura dedica molto tempo alla scelta dei materiali e il risultato è una calzatura in cui il piede è sempre a contatto con prodotti naturali.

Le suole delle scarpe BioNatura sono realizzate con materiali di prima scelta. Tutti i soletti BioNatura sono in agglomerato di sughero con plantare anatomico in vera pelle scamosciata.

Le pelle utilizzate per realizzare le tomaie BioNatura sono state attentamente selezionate dai nostri esperti, e tutti gli accessori sono realizzati con materiali antiallergici e privi di nikel. Comfort, materiali naturali e design tutto Made in Italy, semplicemente BioNatura.

sandali-bionatura

L’Ottocento e la moda – le premesse di una nuova identità

Il processo di trasformazione dell’Italia in una nazione è stato molto particolare. Prima del Risorgimento e dell’unificazione del 1861, il paese che adesso conosciamo come Italia era diviso in varie città-stato, in conflitto una contro l’altra. Le idee di intellettuali e politici come Mazzini, Cavour e Garibaldi hanno svolto un ruolo fondamentale per riunire queste realtà locali in un organismo nazionale. Prima dell’unificazione non c’era un unico concetto di “popolo italiano”. Ogni città, se non ogni regione aveva una propria lingua, storia, e cultura. E’ stato quindi importante trovare elementi di coesione per poter trasformare un popolo in una nazione.

Se la nascita di una nazione è tutt’altro che spontanea, si pone quindi il problema di identificare o addirittura creare caratteristiche culturali come la lingua e la storia per giustificare il tentativo di trasformare un popolo diviso in un organismo, alimentando un sentimento di fratellanza. Infatti, “virtue and beauty were not only primary attributes ascribed to Italy’s past, but they were claimed by patriots as inherently Italian; thus, the patriots’ insistence that Italians ought to look nationally for its resurgence,”4 . Intendo interpretare la moda uno di questi elementi coesivi per unificare il popolo italiano. Come emergerà da questo studio, infatti, la moda si può considerare uno degli elementi che sono serviti al popolo italiano per realizzare una propria identità. Sebbene l’abbigliamento non sia sempre stato considerato un fattore di primaria importanza nell’analisi della cultura e nell’identità collettiva, in realtà, come cercherò di dimostrare, la sua evoluzione permette di capire aspetti importanti della situazione sociale, politica, ed economica di un popolo in un determinato periodo storico. L’Ottocento è un periodo di notevoli cambiamenti in Europa e in Italia in particolare, a cui si accompagna un interesse emergente degli scrittori per la moda, “la quale per la prima volta… diviene oggetto di riflessione filosofica e letteraria, acquistando un valore inedito come immagine di un’epoca e di una sensibilità in veloce trasformazione,”6 . Siccome la moda ha acquisito questa connotazione filosofica e antropologica, intendo prendere in esame la rappresentazione e la percezione dell’abbigliamento da parte delle varie classi sociali di questo periodo in modo da evidenziare come la moda abbia consentito al popolo di considerarsi “italiano”.

Nel suo libro sulla storia dell’industria della moda italiana, Elisabetta Merlo spiega che “l’abito e il suo accessorio, oltre ad essere un fatto di costume e un indicatore di benessere, sono amplificatori dei processi di distribuzione della ricchezza, di crescita del reddito, di sviluppo economico,” 7. L’interesse economico per la moda è cominciato con la rivoluzione industriale a Londra tra il 1760 e l’inizio dell’Ottocento, che ha portato a “un’ondata febbrile di invenzioni e innovazioni” 8 della manifattura tessile e l’intensificazione degli scambi dei consumi. Questa rivoluzione ha determinato una nuova offerta di fattori produttivi, capitale e lavoro che in molti casi agevolavano notevolmente l’élite, che sapeva come sfruttare i poveri, a volte non trattandoli come esseri umani. Comunque, “il ritardo accusato dall’Italia contribuì a imprimere al processo di industrializzazione italiano un corso peculiare in cui l’industria tessile si è inserita con tempi, funzioni e modalità diversi a seconda dei comparti produttivi”9 . Per via della sua arretratezza, l’industria italiana si concentrò innanzitutto sui prodotti tessili, cioè cotone, seta e lana, risorse naturali realisticamente utilizzabili in un’economia principalmente agricola. Sicuramente, il popolo italiano era coinvolto in maniere diverse in questa nuova attività, a seconda della posizione nella società dell’Ottocento. Durante questo periodo la maggior parte del popolo italiano era poco istruito. L’analfabetismo infatti, è uno dei problemi principali. Il popolo viveva inoltre in condizioni di notevole povertà e conduceva un’esistenza molto distaccata dalla gente più ricca. Nell’Italia appena unificata, la cui società era ancora molto frammentata e il popolo assai povero, non esisteva una classe borghese simile a quella francese quindi l’industria della moda italiana è stata per molto tempo ancora sottomessa all’industria francese. Per discutere come la moda sia servita da simbolo di cosa significhi essere “italiano” nel periodo post-Risorgimentale, utilizzerò quattro romanzi le cui storie trattano personaggi ambientati in questo periodo di trasformazione. Inizierò con Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, scritto nel 1881, per esaminare come i vestiti fossero trattati e che valore possedessero per le classi più povere. Con l’aiuto di Cuore di Edmondo De Amicis, scritto nel 1886, analizzerò poi le differenze tra la classe povera e il livello sociale più alto affermatosi nell’Italia post-Risorgimentale cioè la nuova borghesia italiana. Siccome i protagonisti di entrambi i romanzi sono bambini, l’ingenuità del loro punto di vista offre quindi riflessioni sulla moda apparentemente meno ideologiche e più dirette. Il rapporto della classe borghese con la moda si approfondisce poi con la novella di Matilde Serao La Virtu’ di Checchina scritta nel 1884, da cui si coglie l’evidente comparsa del potere del gusto e del valore estetico dell’abito. Concluderò la discussione con un’analisi della classe nobile ne Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un romanzo che, sebbene scritto nel 1958, tratta di una famiglia nobile siciliana che fronteggia il difficile periodo di transizione dal dominio borbonico all’unificazione d’Italia. Nel suo articolo “Italian fashion: yesterday, today and tomorrow” Eugenia Paulicelli cita Vincenzo Consolo che ha coniato il termine “romanzo storico metaforico” per indicare “that any reconstruction or evocation of the past, as happens in the historical novel, becomes a powerful metaphor of the present in which it is written, and so the past that is evoked in the text calls into question the present that has produced it,”10. Secondo quest’idea, vorrei utilizzare i romanzi per spiegare i cambiamenti storici in Italia e dimostrare perché la moda italiana è diventata un business culturalmente ed economicamente importante.