Scopriamo Candela (Foggia)

Visita Candela

Come prima cosa facciamo una breve presentazione del comune di Candela in provincia di Foggia: Candela, anche chiamata “Cannéla” nella lingua dialettale del posto è un comune italiano di 2.741 abitanti situato nella provincia di Foggia in Puglia.

L’abitato sorge su due colline dette di San Rocco e di San Tommaso, parte del sistema orografico del Subappennino Daunomeridionale.

È un borgo davvero molto carino che si trova in provincia di Foggia, in Puglia. Si sa che nasce come antico insediamento greco sorto nel V Avanti Cristo e poi divenne una roccaforte romana. Molto belle le chiese nel centro storico dedicate proprio ai santi toponimi delle colline su cui sorge. È un posto in cui si può trovare pace e tranquillità, l’ideale per chi cerca un po’ di relax.

bus foggia candela

Storia di Candela

Secondo gli scritti ritrovati nelle opere del più antico storico greco, Ecateo di Mileto ( V secolo a.C.), esisteva una città, Candane, situata nella Iapigia. Ed ora (alcuni) erroneamente hanno ancora voluto dare ad intendere al lettore, che la località fosse l’attuale Candela in provincia di Foggia. È stato, invece, ampiamente dimostrato che “Candanum” non era in Italia ma nell’IIIiria (Jugoslavia) e propriamente nell’Istria denominata IAPIDIA da Plinio Seniore, come riportato dallo storico locale P. Castellano nel suo libro dal titolo: Candela civiltà nel tempo. Contributo per un’analisi di recupero storico e civile. Edizione mese di Luglio 1986. E dallo stesso Castellano viene prospettata, in maniera alquanto personale, anche la derivazione del nome “Candela” non già perché il posto, il luogo, il paese sia lucente come una candela accesa o perché luogo degno di ingenuo candore, ma dalla semplice locuzione dialettale e dal relativo suffisso che così recita : Cannéla; e i suoi abitanti identificati come : i Cannlìs – Cannelìsi. Da tutto ciò emerge che non è possibile pensare ad un lapsus idiomatico, né ad una banale questione di accenti o ad una corruzione filologica. L’appellativo è chiaro e preciso: Cannéla = (la)Canne; Cannelìsi = ( i lisi di) Canne, ovvero i danneggiati, gli sconfitti, i fuggitivi della battaglia di Canne avvenuta nel 216 a.C. tra Romani e Cartaginesi con la vittoria di Annibale. Ed è probabile che degli scampati, dei fuggitivi, degli sconfitti, costeggiando a piedi il fiume Ofanto, siano arrivati in questo già esistente Oppidulum ( di Oraziana memoria di cui alla Satira V dei vv.88-90 e che non si sa come fosse conosciuto) e costoro stabiliscono il loro insediamento e chiamano (fino a prova contraria) la nuova dimora: “Candela”.

(E pensare che in alcune tombe del luogo, agli inizi del 1900, sono state rinvenute anfore ed altri oggetti di terracotta con caratteristiche policrome (rosacee, nere, gialle), databili circa 300 a.C., identiche ai vasi di Canosa e Canne dista pochi chilometri dalla medesima. Da questo, è probabile dedurre la denominazione del luogo e l’antichità del borgo. E la storia continua, e continua e continua…

Alla morte di Filiberto d’Orange, Carlo V concesse ad Andrea Doria, per i servigi avuti, il principato di Melfi ed il tenimento di Candela. I Doria possedettero Candela per 277 durante i quali la cittadina andò man mano crescendo fino a divenire vero punto di riferimento della zona. In tale periodo, infatti, a testimonianza della sua crescita, furono costruite la chiesa Madre, la chiesa della Concezione ed un ospedale civile annesso a quest’ultima, ed il bellissimo palazzo Doria.

Eventi a Candela

“GustandoCandela” è un evento enogastronomico che si tiene alla vigilia di Ferragosto ed è un percorso in quattro tappe che ti porta per le vie del paese gustando prodotti tipici locali (sottoli, sottaceti, latticini, formaggi, primi, secondi a base di carne o verdure, dolci, frutta e vini). Bellissimo modo per conoscere luoghi e tradizioni e gustare sapori tipici locali.

Statistiche matrimonio e divorzio

Da Eurostat – Statistics Explained – Statistiche Matrimoni

Questo articolo presenta gli sviluppi che hanno avuto luogo in relazione alla formazione e alla dissoluzione della famiglia attraverso l’analisi di indicatori di matrimonio e divorzio. Il matrimonio, come riconosciuto dalla legge di ogni paese, è da sempre considerato alla base della formazione di un nucleo familiare. Dati demografici recenti mostrano che il numero di matrimoni per 1.000 abitanti è diminuito nell’UE-281 negli ultimi decenni, mentre il numero dei divorzi è aumentato – ciò ha generalmente portato ad un aumento del numero di bambini che sono nati da donne non sposate.

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Meno matrimoni, più divorzi

Nel 2012, sulla base dei dati disponibili, ci sono stati circa 2 milioni di matrimoni conclusi nella UE-28, mentre ci sono stati circa 1 milione di divorzi registrati. Il tasso grezzo di matrimonio2 , in altre parole il numero di matrimoni per 1.000 abitanti, risulta pari a 4,8 nel 2008 (l’ultimo anno per cui i dati per l’UE nel suo complesso sono disponibili), mentre il tasso grezzo di divorzio3 era 2,0 divorzi ogni 1.000 abitanti nel 2010. Il tasso grezzo di matrimonio nell’UE-28 è sceso da 7,9 matrimoni per 1.000 abitanti nel 1970, a 4,8 matrimoni per 1.000 abitanti nel 2008. Pertanto, nel corso di quasi quattro decenni si è verificata una riduzione di 3,1 matrimoni per 1.000 abitanti, a seguito di un generale calo del 39% nel numero di matrimoni. I matrimoni nell’UE-28 sono diventati meno stabili, come risulta dal l’aumento del tasso grezzo di divorzio, che è raddoppiato passando da 1,0 divorzi ogni anno per 1.000 abitanti nel 1.970 a 2,0 divorzi, sempre per 1.000 abitanti, nel 2010. Quando si considera l’aumento del tasso di divorzio dovrebbe da notare che le leggi nazionali non hanno permesso il divorzio in alcuni paesi fino a poco tempo; in tal modo, l’aumento del numero dei divorzi negli ultimi decenni può, almeno in parte, riflettere l’aggiunta di divorzi negli Stati membri dell’UE in cui il divorzio non era possibile in precedenza (ad esempio, in Italia, Spagna, Irlanda e Malta). La tabella 1 mostra che nel 2012 il tasso grezzo di matrimonio era più alto, tra gli Stati membri dell’Unione europea, in Lituania (6,9 matrimoni ogni 1.000 abitanti), Malta e Cipro (entrambi 6,7); ci sono stati anche elevati tassi grezzi di matrimonio in Turchia (8.0) e nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia (6,8). Bassi tassi grezzi di matrimonio sono stati segnalati per la Bulgaria (2,9 matrimoni ogni 1.000 abitanti), Portogallo (3,3), Slovenia e Lussemburgo (entrambi 3,4).

Schermata 2016-04-04 alle 15.13.31Tra gli Stati membri dell’UE, i più alti tassi grezzi di divorzio nel 2012 sono stati registrati in Lettonia (3,6 divorzi ogni 1.000 abitanti) e Lituania (3,5), davanti a Danimarca (2,8) – vedi tabella 2. Il tasso di divorzio grezzo più basso nel 2012 è stato registrato in Irlanda (0,6 divorzi ogni 1.000 abitanti), seguita da Italia (0,9 divorzi ogni 1.000 abitanti, dati 2011), Malta (1,1), Grecia (1,2, dati del 2010), Slovenia (1,2) e Croazia (1.3) con altrettanti bassi tassi grezzi di divorzio. A Malta, il divorzio è stato possibile solo dal 2011, e il tasso di divorzio è aumentato da 0,1 divorzi ogni 1.000 abitanti nel 2011 a 1,1 divorzi ogni 1.000 abitanti nel 2012. Tra i paesi EFTA4 e quelli candidati a diventare parte della Unione Europea, il tasso grezzo di divorzio era relativamente basso nel Montenegro (0,8 divorzi ogni 1.000 abitanti), nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia (0,9) e in Serbia (1.0).

Un aumento delle nascite fuori dal matrimonio

La percentuale di “nati vivi fuori dal matrimonio”5 è aumentata in tutta l’UE-28 negli ultimi decenni, riportando così un cambiamento nel modello di formazione della famiglia tradizionale. Un allontanamento dal modello di genitorialità conseguente ad un matrimonio ha portato ai figli nati fuori del matrimonio – da coppie non coniugate o di madri sole – superando in numero quelli nati all’interno dei matrimoni, in diversi Stati membri dell’UE.

Contesto

Il nucleo familiare è un concetto che cambia: che cosa significa essere un membro di una famiglia e le aspettative che le persone hanno delle relazioni familiari variano con il tempo e lo spazio, il che rende difficile trovare una definizione universalmente accettata e applicata. Alternative legali al matrimonio, come le unioni registrate, sono diventate più diffuse e la legislazione nazionale è cambiata per conferire maggiori diritti alle coppie non sposate e dello stesso sesso. Accanto a queste nuove forme giuridiche, sono apparse altre forme di relazioni non matrimoniali, rendendo più difficile per gli statistici la raccolta di dati in quest’ambito che possano essere paragonabili in tutti i paesi. A causa delle differenze nei tempi e nelle forme di riconoscimento del cambiamento dei modelli di formazione della famiglia e della sua dissoluzione, questi concetti sono diventati più difficili da misurare in pratica. Gli analisti di statistiche demografiche hanno quindi accesso a relativamente pochi set di dati completi ed affidabile con cui fare confronti nel tempo e tra o all’interno dei paesi.

Fonte: http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php Dati di maggio 2014.

Le imbracature anticaduta: norme e disciplina

Le imbracature anticaduta (o imbraco) sono un indumento realizzato con larghe cinture di stoffa collegate tra loro – chiamate per l’appunto brache o spesso anche “braghe” – le quali cingendo ai fianchi e alle cosce colui che le indossa, ne permette l’assicurazione ad una corda o ad un filo di sicurezza (linea vita) e lo svolgimento di tutte le manovre di sicurezza.

imbracatureLe imbrcature anticaduta sono di solito usate sia nei settori sportivi, pensiamo per esempio alle arrampicate, oppure all’alpinismo o la vela, sia in tanti settori lavorativi pericolosi, quando chi le indossa vive il rischio di poter cadere da grandi altezze (pensiamo a chi lava i vetri dei grattacieli o occuopazioni simili).

Le imbracature anticaduta devono ovviamente rispettare tutti gli standard previsti dalle norme europee di sicurezza e dalle specifiche norme EN 12277.

  • MATERIALI COSTITUTIVI SCHIENALINO: Realizzato in materiale sintetico a cellula chiusa ricoperto da tessuto in poliestere , il tutto termoformato.
  • NASTRI PRIMARI: In poliestere H.T. larghezza mm. 45 tinti in pezza con prodotti atossici e che non producono effetti dermatologici da contatto. Carico di rottura Kg 2700.
  • NASTRI SECONDARI: In poliestere larghezza mm 20 completi di fibbiette di regolazione in nylon. CUCIRINO: 100 % poliestere a 3 capi sottoposti a torcitura – stirato e sottoposto a doppia lubrificazione.
  • ANCORAGGI: Tutti evidenziati dalla lettera “A”. Punto dorsale costituito da un anello a “D” in acciaio. FIBBIE: Fibbie in acciaio zincato, peso gr 85 ca., per la regolazione dei cosciali. PESO TOTALE: Kg 1,100
  • CONFEZIONAMENTO: Il DPI, unitamente alla Nota Informativa, è contenuto in una busta di cellophan trasparente elettrosaldata che lo protegge dall’umidità e da vapori di agenti chimici.

L’imbracatura anticaduta deve essere conservata protetta da umidità, fonti di calore, possibilmente in ambiente chiuso.

L’imbracatura da lavoro, che la più recente normativa italiana sui “Lavori in quota in condizioni di sicurezza” definisce sempre come Imbracatura anticaduta, è un dispositivo di protezione individuale e differisce rispetto a quella sportiva perché rispondente ad una normativa più rigida: si parte infatti dal presupposto che un lavoratore che debba usare un imbrago deve rivolgere la propria attenzione al lavoro che svolge, e non alla situazione in cui si trova. Pertanto, sono richieste norme di sicurezza più stringenti.